Chi siamo

RSA DORIA VI ASPETTA

Dott.ssa Monica Gaglioti

Assistente sociale – URP –
mgaglioti@emanuelebrignole.it

Dott.ssa Penco

– Responsabile sanitaria –
spenco@emanuelebrignole.it

Maria Cristina Secchi

– Caposala –
msecchi@emanuelebrignole.it

Barbara Sgrò

– Direttrice –
bsgro@emanuelebrignole.it

Dott. Luca Romeo

– Ufficio Amministrativo –
lromeo@emanuelebrignole.it

Barbut Lavinia

– Nuova Caposala modulino –
lbarbut@emanuelebrignole.it

Homero Ramirez

– Reception –
hramirez@emanuelebrignole.it

Dott.ssa Fiammetta Bastoni

– Nuova Dott.ssa della DORIA –
fbastoni@emanuelebrignole.it

Organizzazione

Ufficio Acquisti

Monica Bisio
Mail: mbisio@emauelebrignole.it

Ufficio fatture e rette

Monica Bisio
Mail: fatture@emanuelebrignole.it

Ufficio patrimonio

Paola Lo Bue
Mail:  ufficiopatrimonio@emanuelebrignole.it

Ufficio manutenzioni

Marco Malfatti
Mail: mmalfatti@emanuelebrignole.it

Organi di indirizzo politico amministrativo

Commissario Straordinario come da Delibera Regionale nr. 1021 del 24.09.2015
Avv. Pietro Piciocchi

Collegio dei Revisori dei Conti
Dott. Matteo Gualco

Personale
L’ASP Emanuele Brignole comprende circa 70 operatori nei vari servizi

Direttore amministrativo
Dott. Franco Ragaglia

Direttore RSA Doria
Barbara Sgrò

Articolazione degli uffici

ASP si trova attualmente in stato di commissariamento straordinario come si evince da delibera regionale n. 1142 del 19/9/2013. Attualmente non dispone di proprio personale dipendente ed opera in forza di Delibera n. 10 del 18/06/2009, attraverso il personale della E. Brignole Servizi S.r.L. Società in house controllata al 100% da ASP

Sanzioni per mancata comunicazione dei dati

Non sono presenti documenti poiché ne ad ASP Emanuele Brignole ne ad Emanuele Brignole Servizi S.r.L. sono state comunicate sanzioni per mancata comunicazione di dati.

Approvato con delibera CdA n. 7 del 3/7/2008 DGR n. 799 del 04/07/2008 mod.art.2 comma 6 punto a) – delibera CdA n. 36 del 7/10/2011; DGR n. 1406 del 18/11/2011

Storia

L’Albergo dei Poveri nasce a partire dalla seconda metà del Seicento quale istituto di assistenza pubblica destinato all’accoglienza di varie categorie di cittadini in condizioni di disagio.

Fu il patrizio genovese Emanuele Brignole, una vita spesa con impegno continuo e zelante nelle opere di misericordia, a farsi promotore della costruzione, dopo aver ricevuto dal Magistrato della Sanità l’incarico di scegliere ed acquisire un sito idoneo a collocare un edificio di grandi dimensioni, avente lo scopo di ospitare in particolare quegli sfortunati che avrebbero avuto minori possibilità di condurre una vita autosufficiente…

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…L’edificazione, avviata nel 1656 nel cuore della valletta di Carbonara, fu lunga e laboriosa e si protrasse per quasi duecento anni a causa, in primo luogo, dell’infuriare della Grande Peste (negli scavi delle fondamenta verranno seppelliti circa 10.000 cadaveri) ma anche e soprattutto della difficoltà di porre una struttura così rigida ed estesa su un terreno in pendenza.

Il progetto dell’Albergo prevedeva infatti un impianto quadrato entro cui si inseriva un organismo a croce greca destinato al culto, che definiva quattro cortili indipendenti. Una scelta, questa, che seguiva una ormai codificata tradizione ospedaliera basata sul modello dell’Ospedale Maggiore di Milano elaborato dal Filarete, punto di riferimento imprescindibile per questo genere di edifici.

I primi “ospiti” arrivano all’Albergo nel 1666.

L’incarico di sovrintendere alla gestione di questo mastodontico complesso è ancora una volta affidata al Brignole.

E proprio nel tipo di organizzazione interna scelta per l’Albergo starà la novità più consistente di questa struttura, che ne farà la prima del genere presente in Italia. Si sarebbe infatti trattato di un reclusorio basato sul lavoro. Ciò significa che le attività manuali, viste come forma di autofinanziamento e al tempo stesso come strumento di salvezza spirituale, scandivano insieme con la preghiera la giornata degli internati che, per l’appunto, non potevano mai lasciare l’Albergo, né di giorno né di notte, salvo casi eccezionali. Nel 1694 si contavano fino a 2.600 internati.

Sempre per iniziativa di Emanuele Brignole, l’Albergo verrà corredato di pregevoli opere d’arte, a partire dalla statua rappresentante “L’Assunta”, commissionata nel 1666 dal nobile genovese al celebre scultore francese Pierre Puget a quel tempo attivo a Genova. Tale patrimonio si arricchirà nel corso dei secoli successivi grazie ai lasciti testamentari e alle donazioni da parte delle famiglie nobili ed abbienti della città ed in seguito alla soppressione degli istituti religiosi, deliberate dal governo napoleonico, e delle conseguenti requisizioni dei beni di loro pertinenza che confluirono poi all’Albergo.

La struttura architettonica e l’utilizzazione dell’Albergo dei Poveri resteranno sostanzialmente immutate fino al secolo scorso, quando viene trasformato in nosocomio. Poi, alle soglie del terzo millennio, la svolta.

Il 20 novembre 1991, dopo lunghe e ponderate trattative condotte fra le parti nel corso di una quindicina d’anni, l’Istituto “Emanuele Brignole” formalizza con l’Università di Genova un’intesa programmatica per il trasferimento a quest’ultima del diritto di superficie per 50 anni del complesso immobiliare dell’Albergo dei Poveri.

Nello stesso anno 4.500 studenti di Giurisprudenza e di Scienze Politiche faranno il loro ingresso all’Albergo, i cui spazi vengono opportunamente riadattati per un utilizzo didattico dall’architetto Enrico Bona.

Nel frattempo, i 490 ricoverati dell’Albergo iniziano a traslocare in residenze per anziani, edifici più moderni e confortevoli, dotati di camere private e di un’assistenza sanitaria e tutelare di qualità, ubicati in vari quartieri della città.

Profilo storico a cura della dott.ssa Annamaria de Marini, autrice del libro “L’Albergo dei Poveri apre le porte all’Università” ed. Giuffré 2000.